Alcune note personali sulle mie classi di danza contemporanea

a cura di Laura Marini

Dopo anni di studio e di lavoro nella danza, ho avvertito la necessità di integrare nell'insegnamento la consapevolezza anatomica del corpo in movimento, lo sviluppo di modalità di movimento organiche e funzionali, il potenziamento dell'espressività corporea personale. E' emersa con chiarezza l'esigenza di fornire agli allievi, di ogni età e con motivazioni personali diverse, una gamma motoria ed espressiva più ampia con cui far fronte alle specifiche richieste di ogni momento.
Soprattutto mi sono chiarita su ciò che realmente voglio e posso dare ai miei allievi: dato che per me la danza si rivela costantemente come un potente mezzo d' espressione personale e di radicamento nel mondo, nelle mie lezioni la considerazione del nucleo creativo e personale di ciascun allievo va sempre di pari passo all'apprendimento tecnico e ne favorisce il potenziamento. Niente mi dà più stimolo e gioia di un allievo che continua ad esplorare finché non ha fatto proprio un elemento di studio o una danza. Il mio intento è promuovere negli allievi il desiderio di capire, approfondire ed elaborare il materiale che propongo, accompagnandoli in un percorso dove ciò che conta è il processo, non la meta da raggiungere. Parlo loro spesso di RADICI per volare e li esorto ad esplorare il nucleo più profondo, la parte più vicina al centro personale, quella parte interna che è riserva e motore dell'energia di ciascun individuo.

La conoscenza del Sistema Laban/Bartenieff, un metodo di analisi che fornisce strumenti per approfondire ed allargare la comprensione del movimento all'interno di una concezione che vede l'uomo come totalità di corpo/mente, mi fornisce costantemente strumenti adattabili alle necessità del momento, sia nell'insegnamento che nella coreografia.
Mi piace fare coreografia, soprattutto vedere l'idea originaria che man mano muta e prende forma plasmandosi e trasformandosi nell'interpretazione personale dei miei danzatori. In questo senso, di accoglienza della meraviglia della flessibilità e della trasformazione, l'esperienza della creazione coreografica va a nutrire l'atmosfera delle mie classi e la mia filosofia di insegnamento.

Nella stessa classe il principiante può lavorare accanto a chi è più esperto e lo scambio alimenta il bagaglio degli uni e degli altri. Inoltre non ci sono limiti di età: la danza come mezzo per essere a proprio agio con se stessi e nel mondo non conosce limiti anagrafici e si rinnova ogni volta nei primi passi dei più giovani così come si arricchisce della maggiore esperienza dei più grandi di età.
Si può imparare a suonare da adulti, e gioirne, si può dipingere, si può recitare, e questo è generalmente accettato. La danza, invece, è comunemente considerata un'espressione artistica per corpi giovani, ma così facendo ci scordiamo che essa esprime un individuo nella sua totalità e ci priviamo della meraviglia di un corpo/mente che ha vissuto mille esperienze e della gioia di danzare che non conosce limitazioni anagrafiche.

Io insegno a bambini, giovani, adulti di ogni età: se c'è una differenza, essa sta nel mio modo di proporla che varia in base alle specifiche esigenze che ci sono e rispondono alle diverse fasi dello sviluppo evolutivo, dall'infanzia alla maturità. Ma la danza in sé è sempre danza, quella non cambia e può rivelarsi un profondo strumento d'autoconoscenza e di adattamento nel mondo.

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